mercoledì 2 settembre 2009

“Sono arrivato dove sono con le mie forze”

Per fortuna che qualcuno conosce lo svedese!!!!
Un pò di tempo fa era uscito un articolo che proprio non sapevo come fare a tradurre....Va bene conoscere un sacco di lingue ma alla Scandinavia non ci sono ancora arrivata....potrebbe comunque essere una grossa occasione per imparare qualcosa di nuovo.
L'articolo originale lo trovate Qui  


  Nell’intervista si parla un po’ della geografia di Shreveport, che è grande quanto Malmo,in cui si vedono vecchie botteghe affiancate da splendenti grattacieli e inoltre “qui ci sono oltre 600 chiese” (bè detto da un ateo *asd* )
Alex parla inoltre del film “Straw dogs”, il quale avrà un epilogo violento come l’originale,e del lavoro che sta facendo per il suo accento:”ascoltare musica country mi aiuta ma non troppa però,alcune canzoni sono davvero brutte”.
E ancora: “nel film sono un contadinotto che però è andato un po’ all’università e che del dialetto ha perso la parte peggiore.All’università sono la stella della squadra di football e ho grandi possibilità per entrare nella NFL ma un incidente al ginocchio mi costringe a mollare tutto e a tornare a casa.Qui mi guadagno da vivere come carpentiere e ho il compito di eseguire dei lavori a casa della mia ex la quale sogna una carriera a Hollywood ma che è appena tornata e vive lì con suo marito…il che mi ferisce…”
Per questo ruolo Alex sta facendo del lavoro extra anche in palestra *bava* :”Ho messo su 7 kili e mezzo ma ho la corporatura longilinea,non sembrerò mai un vero giocatore muscoloso”.
Alex ha anche imparato a fare della carpenteria, o almeno a fare finta,sotto il sole cocente della Louisiana:”E’ qualcosa a cui ti abitui,interpreto un carpentiere sudato ( *thud* ) quindi va bene”.
Dal punto di vista lavorativo sta vivendo un momento molto frenetico,sia “Straw dogs” che “Puss” sono iniziati lo stesso giorno ed Alex ha dovuto affrontare un viaggio lungo 23 ore per raggiungere la location in Svezia.
Alex parla di “Puss”:”Il mio personaggio è viscido come una caxxo di anguilla,sono un ragazzo che guida auto sportive vintage e a cui piace lo stile anni ‘60,truffa i suoi amici più cari ed è sempre nei casini”.
Poi parla di TB ma niente di nuovo…..
“Voglio vivere a Venice Beach (buono a sapersi!!) dove tutto è a portata di mano,L.A. è una città strana e servirà tempo perchè le cose vadano meglio,ma terrò sempre un piede in Svezia”
Nel frattempo,mentre le riprese continuano,Alex sta leggendo e valutando altri copioni che il suo agente gli ha mandato.
Parla anche di GK ma già sappiamo…
Alex è un vero sergente,ha prestato servizio nei Marines svedesi,uno dei reparti più severi:”cercavo una sfida,qualcosa di diverso dalla vita agiata che vivevo a Soder (il centro di Stoccolma) e spiega la sua posizione nei confronti della guerra in Iraq “E’ stato un errore ovvio basato sulle bugie”
Alex non rappresenta esattamente il prototipo dell’attore hollywoodiano:va in lavanderia per il bucato,non si aspetta un trattamento da VIP nei ristoranti e se incontra un giornalista preferisce parlare del piano di rinnovamento della salute di Barack Obama piuttosto che della sua carriera:”anche se viaggio molto cerco sempre di essere informato sui fatti,cerco di non perdermi “Meet the press”.
Ribadisce che,anche facendo parte del Clan Skarsgard,dove è arrivato è solo merito suo e della sua forza di volontà.
Lui e il giornalista vanno di fretta verso l’hotel perchè la sera ci sarà un evento:il chitarrista James Burton terrà un concerto di beneficenza per la scuola locale e tutto il cast del film parteciperà.
Alex si unisce nel backstage con gli artisti ma per quanto è alto è difficile non notarlo.Appena il concerto inizia,si siede con i colleghi attori di fronte al palco…e ogni tanto colleziona una birra dal bar (domani sarà un giorno libero dal set).
Quando la giornalista prende il taxi,chiede all’autista Brenn se sappia chi sia Alexander Skarsgard.. “Mr Skarsgard,certo! E’ scandinavo….danese.. o svedese!Shreveport adesso è meglio conosciuta nel mondo grazie a lui ed è un bravo attore,diglielo!”

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